Tutto è iniziato con un singolo tweet nel 2015. L’attivista April Reign ha lanciato l’hashtag #OscarsSoWhite dopo aver realizzato che tutte le 20 nomination agli Academy Awards erano andate ad attori bianchi. La reazione non è stata solo rumore. Era un segnale luminoso.
Il tag ha costretto l’industria dell’intrattenimento a guardarsi allo specchio. Ha evidenziato una questione di vecchia data all’interno dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e nel più ampio panorama cinematografico americano. Per anni, la mancanza di diversità razziale ed etnica sia nel riconoscimento dei premi che nella rappresentazione sullo schermo è rimasta in gran parte irrisolta.
Non è stato un brutto anno. Si trattava di uno schema.
L’hashtag è diventato uno strumento di responsabilità. Ha messo in luce chi viene scelto per gli onori e chi viene escluso. La conversazione che ha scatenato continua a modellare il modo in cui consideriamo il merito, la visibilità e il potere a Hollywood oggi.
La domanda ora non è se la diversità sia importante. Dipende se il sistema cambia quando i riflettori restano accesi.
















