La calotta glaciale della Groenlandia si sta sciogliendo a un ritmo allarmante e nuove ricerche confermano che la fioritura delle alghe sta accelerando significativamente il processo. La scoperta evidenzia un pericoloso circolo vizioso in cui le temperature di riscaldamento, il rilascio di nutrienti e la crescita delle alghe lavorano insieme per destabilizzare ulteriormente il ghiaccio.
Come le alghe scuriscono il ghiaccio e ne amplificano lo scioglimento
Le alghe appaiono di un verde vibrante o rosso sulla neve e di un grigio brunastro più scuro sul ghiaccio stesso. Queste fioriture non sono solo un cambiamento estetico; riducono drasticamente la riflettività del ghiaccio, il che significa che meno luce solare viene riflessa nello spazio. Invece, le alghe scure assorbono più radiazione solare, riscaldando direttamente il ghiaccio e accelerandone la velocità di scioglimento.
Questo fenomeno è particolarmente preoccupante perché crea un ciclo che si auto-rinforza:
- Temperature in aumento: Il cambiamento climatico sta già sciogliendo il ghiaccio della Groenlandia.
- Rilascio dei nutrienti: quando il ghiaccio si scioglie, i nutrienti intrappolati vengono esposti. Anche la polvere ricca di fosforo proveniente dal terreno roccioso della Groenlandia viene soffiata sul ghiaccio dal vento.
- Crescita delle alghe: questi nutrienti alimentano la fioritura delle alghe, che scuriscono la superficie.
- Scioglimento accelerato: la superficie più scura assorbe più calore, accelerando ulteriormente lo scioglimento, rilasciando ancora più sostanze nutritive… e il ciclo continua.
La portata del problema
La Groenlandia sta già perdendo centinaia di miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno, contribuendo in modo significativo all’innalzamento globale del livello del mare. L’impatto della proliferazione algale su questa perdita è sostanziale, sebbene non ancora completamente quantificato. Gli studi confermano che queste fioriture non sono solo un effetto collaterale dello scioglimento dei ghiacci, ma un fattore attivo di ulteriore destabilizzazione.
“Non si tratta solo dello scioglimento del ghiaccio; si tratta dello scioglimento del ghiaccio più veloce a causa di questo feedback biologico”, spiega un ricercatore coinvolto nello studio.
La combinazione tra cambiamento climatico e processi biologici come la crescita delle alghe rappresenta una sfida complessa. La semplice riduzione delle emissioni potrebbe non essere sufficiente se questi circuiti di feedback continuano ad accelerare la perdita di ghiaccio in modo indipendente.
Implicazioni e ricerca futura
I risultati sottolineano la necessità di ulteriori ricerche su questi effetti biologici sullo scioglimento dei ghiacci. Comprendere le dinamiche della proliferazione algale, del ciclo dei nutrienti e della loro interazione con il cambiamento climatico è fondamentale per perfezionare i modelli climatici e prevedere il futuro innalzamento del livello del mare. La mancata considerazione di questi fattori potrebbe portare a sottostimare il tasso reale di perdita di ghiaccio.
In conclusione, le **fioriture di alghe non sono solo un sintomo
