Il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha intentato una causa contro Debra Lynch, un’infermiera che gestisce il servizio di telemedicina Her Safe Harbor nel Delaware, accusandola di aver spedito illegalmente pillole abortive ai residenti del Texas. Questa azione legale rappresenta una tendenza crescente di stati con leggi restrittive sull’aborto rivolte ai professionisti medici negli stati in cui l’aborto rimane legale.
Il nocciolo della controversia
La causa sostiene che Lynch ha violato il divieto di aborto del Texas prescrivendo e spedendo pillole abortive attraverso i confini di stato. Paxton, in una dichiarazione dalle parole forti, ha descritto Lynch come un “trafficante di droga abortiva” e ha promesso di impedire a chiunque di contribuire a quello che ha definito “l’omicidio di bambini non ancora nati” all’interno dei confini del Texas.
Lynch ha risposto con aria di sfida, affermando che la sua organizzazione continuerà a fornire accesso alle pillole abortive nonostante le sfide legali. Ha citato le conseguenze dannose delle restrizioni all’aborto, tra cui la morte materna, i bambini orfani e le gravi conseguenze sulla salute infantile, come giustificazione del suo lavoro.
Un conflitto legale tra Stato e Stato
Questo caso fa parte di un conflitto più ampio e crescente tra gli stati sull’accesso all’aborto da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato Roe v. Wade nel 2022. La questione centrale è se gli stati debbano riconoscere le reciproche leggi sull’aborto, un dibattito legale che gli esperti prevedono si trasformerà in una resa dei conti costituzionale, raggiungendo potenzialmente la Corte Suprema.
Attualmente, circa un terzo degli stati americani applicano divieti quasi totali sull’aborto. Al contrario, circa 20 stati hanno promulgato “leggi scudo” progettate per proteggere gli operatori sanitari autorizzati che spediscono farmaci abortivi a pazienti in stati con divieti, bloccando la cooperazione legale interstatale.
Cosa significa andare avanti
La causa contro Lynch sottolinea la crescente volontà degli stati di perseguire azioni legali oltre i propri confini nella lotta per l’accesso all’aborto. L’esito di questo caso, e di altri simili, probabilmente modellerà il futuro della regolamentazione interstatale dell’aborto, costringendo i tribunali a determinare i limiti del potere statale in un’America post-Roe. Il conflitto ha sollevato dubbi sulla possibilità che azioni legali vengano perseguite in altri stati con restrizioni simili.
