Le scoperte archeologiche nella Cina centrale stanno riscrivendo la storia della prima costruzione di utensili da parte dell’uomo. I ricercatori hanno portato alla luce una collezione di oltre 2.600 sofisticati strumenti di pietra risalenti a 160.000 anni fa, strumenti che dimostrano un livello di complessità tecnologica precedentemente ritenuto assente nell’Asia orientale a quel tempo.
Tecniche avanzate, cronologia anticipata
Gli strumenti, rinvenuti nel sito Xigou nella provincia di Henan, includono esempi di manufatti con manico : lame di pietra deliberatamente attaccate a manici di legno o di osso. Non si tratta semplicemente di creare rocce più affilate; si tratta di combinare materiali per creare strumenti compositi: un salto significativo nelle abilità cognitive e pratiche. Si tratta delle prime prove conosciute di tali strumenti compositi nell’Asia orientale, questi reperti precedono scoperte simili in altre parti della regione di decine di migliaia di anni.
I ricercatori hanno stabilito che gli strumenti venivano utilizzati per lavorare materiali vegetali, con analisi microscopiche che rivelavano modelli di usura coerenti con la perforazione del legno o delle canne. Ciò suggerisce che i primi esseri umani nella regione si stavano adattando al loro ambiente con precisione e lungimiranza, utilizzando strumenti per manipolare le risorse in modo efficace. Secondo il gruppo di ricerca, le stesse tecniche di creazione degli utensili “sembrano essere ben consolidate e comportano diversi passaggi intermedi, dimostrando prove di pianificazione e lungimiranza”.
Il mistero di chi li ha realizzati
La domanda più grande rimane: chi ha realizzato questi strumenti? Il periodo in questione vide la coesistenza nella regione di diverse specie di ominidi, tra cui l’Homo sapiens, i Denisoviani, l’H. longi e H. juluensis. Senza prove fossili o genetiche, individuare l’esatto produttore è impossibile, anche se la ricerca futura potrebbe fornire indizi.
Gli strumenti stessi sono sorprendentemente piccoli, molti meno di 2 pollici di lunghezza, ma sono stati prodotti utilizzando metodi complessi. Ciò contraddice le ipotesi precedenti secondo cui la prima produzione di utensili nell’Asia orientale era limitata a strumenti grandi e rozzamente scheggiati. Le nuove prove mostrano che sofisticate strategie di produzione di utensili sono emerse molto prima di quanto si credesse in precedenza.
Smantellare i vecchi presupposti
Per decenni, un concetto noto come “Linea Movius” ha dominato il pensiero archeologico. Proposta negli anni ’40, questa idea suggeriva una netta divisione tra le culture “avanzate” degli utensili dell’Africa e dell’Eurasia occidentale (con le loro asce) e le tradizioni “conservatrici” dell’Asia orientale. Questa narrazione implicava che gli ominidi dell’Asia orientale fossero culturalmente stagnanti. Le nuove scoperte mettono completamente in discussione questa nozione.
Come ha affermato un esperto, l’idea dell’Asia orientale come zona arretrata dal punto di vista culturale non è mai stata esatta. Alcuni esperti suggeriscono addirittura che strumenti più complessi in Europa fossero pericolosi da realizzare, e che i primi esseri umani probabilmente scelsero invece metodi più sicuri ed efficienti. L’implicazione è chiara: “strumenti semplici non equivalgono a menti semplici”. La scoperta di Xigou dimostra che gli ominini dell’Asia orientale erano capaci di innovazione e adattamento tanto quanto i loro contemporanei altrove.
Gli strumenti risalgono tra 160.000 e 72.000 anni fa, periodo in cui le popolazioni della regione vivevano come cacciatori-raccoglitori. Sebbene i dettagli dei loro stili di vita rimangano poco chiari, la sofisticazione dei loro strumenti suggerisce un alto grado di flessibilità e adattamento comportamentale.
La scoperta costringe gli archeologi ad abbandonare pregiudizi obsoleti e a riconoscere l’intera gamma dell’ingegno umano in tutte le regioni. Gli strumenti sono la prova che l’Asia orientale non era un “arretrato culturale”, ma una regione in cui i primi esseri umani svilupparono tecnologie complesse in modo indipendente.
