L’iconico tramonto gemello di Tatooine di Star Wars non è solo fantascienza. I pianeti che orbitano attorno a due stelle, chiamati pianeti circumbinari, esistono nella Via Lattea. Tuttavia, gli astronomi ne hanno trovati molti meno del previsto, e un nuovo studio suggerisce che la colpa potrebbe essere della teoria della relatività generale di Einstein.
I pianeti scomparsi: un’anomalia statistica
Dato che circa il 10% dei sistemi a stella singola ospita pianeti, gli scienziati hanno previsto un tasso simile per i 3.000 sistemi stellari binari conosciuti nella nostra galassia. Ciò significherebbe circa 300 pianeti circumbinari. Tuttavia, solo 14 sono stati confermati tra gli oltre 6.000 esopianeti scoperti finora. Questa discrepanza ha sconcertato i ricercatori, spingendoli a esplorare la fisica sottostante.
Il ruolo della relatività generale e del caos orbitale
La nuova ricerca, guidata da Mohammad Farhat dell’UC Berkeley, sottolinea l’interazione caotica della gravità nei sistemi binari. Le due stelle orbitano l’una attorno all’altra ellitticamente e qualsiasi pianeta coinvolto nella loro danza gravitazionale sperimenta un lento spostamento a spirale nella sua orbita, un processo chiamato precessione.
Fondamentalmente, anche le stelle stesse precedono a causa degli effetti della relatività generale. Man mano che le stelle si avvicinano nel tempo, la loro precessione accelera, mentre quella del pianeta rallenta. Quando queste velocità si allineano, l’orbita del pianeta diventa pericolosamente allungata.
Destabilizzazione ed espulsione
Questa risonanza crea un’estrema instabilità orbitale. Secondo lo studio, o il pianeta gira a spirale verso l’interno e viene fatto a pezzi dalle stelle, oppure viene espulso completamente dal sistema. Questo effetto è particolarmente pronunciato nei sistemi binari stretti, dove le stelle orbitano molto vicine (periodi di una settimana o meno).
Perché potrebbero mancarci
Lo studio evidenzia anche un potenziale bias osservazionale. Le attuali missioni di caccia ai pianeti come Kepler e TESS sono più efficaci nel trovare pianeti in sistemi binari stretti, proprio quelli in cui l’instabilità è massima. Ciò significa che la mancanza di rilevamenti potrebbe non essere dovuta a un’effettiva scarsità, ma piuttosto al fatto che questi pianeti hanno vita breve o sono difficili da osservare.
In definitiva, la Via Lattea potrebbe ospitare centinaia o migliaia di mondi simili a Tatooine. La sfida ora è affinare i nostri metodi di ricerca per rilevarli prima che la gravità li faccia a pezzi o li scagli nello spazio interstellare.





















